venerdì 26 marzo 2010

Rai Per Una Notte: i risultati, l'audience, i video. La comunicazione volta pagina


Abbiamo fatto la storia della comunicazione moderna. Rai per una notte è stato senza dubbio il più importante evento web della storia d'Italia. Noi c'eravamo, ma non eravamo comparse. Siamo stati noi a renderlo unico e indimenticabile. Oltre 120mila ingressi sul sito ufficiale, 60mila su Repubblica.it, la cui banda era al limite e il sito ha rischiato di andare giù, e poi tutti gli altri, centinaia di siti, blog, testate e canali. Come Net1News che è stato scelto da qualche centinaio di utenti come finestra da cui guardare la rivoluzione.
Già, rivoluzione, come chiamare altrimenti un evento che ha cambiato per sempre la percezione della comunicazione, del potere, della libertà, della società e perfino di noi stessi?
Difficile dire quante persone abbiano visto la trasmissione in diretta, sicuramente tantissime, e ancora tante la guarderanno a spezzoni su YouTube o su qualche altro sito. Un milione? Probabilmente di più, ma meno dell'audience che una normale puntata di AnnoZero fa registrare, in prima serata, il giovedì su RaiDue. Ma poco importa, perchè quella andata in onda ieri sera dal palasport di piazzale Azzarita di Bologna, tempio del basket divenuto tempio della libertà di pensiero, non è stata una semplice puntata di AnnoZero. E' stata molto più bella, più varia, più libera grazie al ritorno di Daniele Luttazzi, per esempio, o alle strampalerie fuori luogo di Morgan o alla leggerezza di Roberto Benigni.
Ma stavolta, forse, non è stato il contenuto l'elemento più esaltante, anche se lo era. Forse stavolta è il mezzo e non il messaggio ad aver dato le emozioni più forti, a far dire: ragazzi, qui qualcosa cambia per davvero.
Abbiamo vinto, ne siamo convinti. Abbiamo dimostrato che, con organizzazione e tecnologia, le rivoluzioni possono davvero accadere. Che senso avrà, da domani, poter "controllare" le televisioni se ci sono milioni di altri monitor che si sintonizzano dove pare a loro, senza alcun "rispetto" per la piccola, vecchia e abusata televisione? Vuoi vedere che ci siamo presi il diritto di comandare?

Net1News ieri a Bologna c'era, abbiamo respirato un'aria nuova, di cambiamento, di inizio. La sensazione che avevamo, e che sentivamo condivisa, è che stavolta qualcosa è cambiato. Non rimbombava nella testa la solita domanda, che possiamo fare? Non c'era rabbia, nè frustrazione. C'era voglia di fare, di ripartire, di riorganizzarsi. C'era fame, frenesia. Ora sappiamo dove andare, ora sappiamo come fare a denudare il potere di quei privilegi che hanno prodotto solo amenità e a metterlo davanti alla realtà e chiedergliene conto.
Allora se davvero vogliamo cambiare questo Paese, questo mondo, dobbiamo decidere noi quali sono i problemi. Dobbiamo essere noi a sollevarli, a dare delle priorità, a discuterli e proporre, insieme, le possibili soluzioni. Ora abbiamo il mezzo, si chiama Rete, e abbiamo dimostrato di poter fare tutto questo non tra 5 o 10 anni. Oggi.

C'è emozione nel sentirsi in prima linea in questa scommessa. Il viaggio non sarà breve, bisognerà fare ancora tanti esperimenti e tanti errori, ma abbiamo una direzione, abbiamo un mezzo, abbiamo una meta. E' questa la generazione chiamata dal destino ad essere artefice del Grande Cambiamento. Siamo noi che dobbiamo dar forma al futuro che abbiamo in testa.

A questa sfida Net1News, con il suo meccanismo limpido ed equo, l'entusiasmo di un numero sempre maggiore di aderenti, con l'appoggio di utenti sempre più affezionati e la spinta di un team giovane e competente, risponde presente.
Net1News si batterà per un'informazione libera e indipendente, cercando di fornire un nuovo modello organizzativo basato sulla meritocrazia e perfino sostenibile da un punto di vista economico. Saremo solo un nodo della Rete, ma ci impegneremo fino alla fine perchè quel nodo non si sciolga mai.

Prima eravamo nessuno, ora siamo Net1

2 commenti:

  1. Se è stato un fatto storico della comunicazione ne siamo tutti contenti, ma chiamarla rivoluzione io starei molto cauto! Quello di ieri sera, era solo un disco logoro di un’informazione faziosa già sentita peraltro sulla nostra rete pubblica. Un tempio della libertà di pensiero, più vario,. più libero, di nuovi contenuti? Non credo proprio!
    Ho visto il solito staff di odio verso un’altra parte e verso una persona, sempre la stessa, sempre la stessa musica che sta annoiando gli orecchi del popolo italiano e disgustando l’intelligenza. A partire dal conduttore Santoro carico del solito veleno, a seguire da quello più factor che incognita X, come quella giornalista del Manifesto che ha dichiarato ( tra gli applausi) che era presente (?) in quella piazza del P.D.L da un milione? Da 150.000 persone secondo la questura? Comunque quelle persone che, guardate bene una ad una, secondo la giornalista erano tutte facce da Lei già viste e conosciute nelle trasmissini di amici o del grande fratello! Insomma, l’ignoranza, costruita da mediaset, sta a destra, l’intelligenza sta a sinistra; ancora una volta il solito razzismo” intellettuale” che dimostra tanta, ma tanta vera ignoranza dei soliti buoi che dicono cornuti agli asini.

    Le parole di quella giornalista mi hanno fatto venire in mente quelle di Confalonieri (dirigente mediaset) che un giorno ad un giornalista che lo accusava di demenzializzare il telespettatore rispose: “ Se noi facciamo un programma di filosofia o matematica, l’ indice di ascolto oscilla tra il 2/3%, metre un programma come il grande fratello lo porta al 78% e, se un imprenditore,un giovane imprenditore, investisse le sue risorse in pubblicità in quale trasmissione lei crede che punterebbe?” Ebbene io, semplice telepettatore, so che esistono queste trasmissioni ma credetemi, non so nemmeno che facce abbiano quelli di amici o del grande fratello e sicuramente da non ricordarmele così bene come la giornalista del Manifesto e di chi l’ha applaudita, ma che mi hanno convinto a pensare che faranno parte di quel 78%.

    Spero che lo staff di Net1 resti fuori da quel mondo ipocrita e acquisisca più un spirito Volterriano o Gaberriano, ovvero, artisticamente immune e rivoluzionariamente controcorrente; sempre, altrimenti si ritorna ad una “nuova” News che si dichiara apolitica, apartitica, meritocratica, ma sotto, sotto, accodata verso una, ma solita corrente già vista. No! Mi spiace, ma ieri sera, non ho visto nulla di nuovo sotto la Luna.

    Aldo.

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  2. Aldo ha ragione. Lo snobbismo intellettuale della sinistra ha ampiamente stufato anche me che sto da quella parte lì. Come si può pretendere che la gente voti a sinistra se non si fa altro che additare l'italiano medio di ignoranza solo perchè guarda certi programmi in tv? Io non voterei per qualcuno che mi reputa idiota. Che il palinsesto televisivo sia culturalmente piatto siamo tutti d'accordo, spero, ma questo non è colpa del telespettatore e non significa necessariamente che chi guarda la televisione la utilizzi come unico mezzo di farsi una cultura. Finchè la sinistra non tornerà ad essere parte del popolo e non qualcosa che dal popolo cerca costantemente di prendere le distanze la situazione non potrà mai migliorare.
    La lega fa i risutlati che fa perchè parla alla gente. A mio avviso in modo tremendamente sbagliato, ma è l'unico partito che ancora ha come target gli elettori.
    Riguardo Rai per una notte, invece, trovo molto buono il tentativo di provare a fare televisione in maniera alternativa, utilizzando altre reti di comunicazione. E' vero che poi quel che si è visto non è stato, di per se, qualcosa di così straordinario, ma il modo in cui è stato fatto è importante.
    Chiudo commentando un ultimo punto sollevato da Aldo: le parole di Confalonieri. Confalonieri gestisce un'azienda ed ha il pieno diritto di farsi i conti che vuole e mandare ciò che vuole. La Rai no. La rai è la televisione di tutti, pagata coi soldi di tutti e deve avere un palinsesto che accontenti TUTTI. Questo non vuol dire fare solo programmi che piacciono a tutti (sfido chi possa riuscirci), ma fare tanti programmi diversi in modo che, nel complesso, tutti trovino qualcosa da guardare. La RAI il programma di filosofia che fa il 7% dovrebbe mandarlo, per fare un esempio. Non possiamo chiedere alle TV private di fare cultura o informazione come si deve, ma dobbiamo pretenderlo dalle televisioni di Stato.

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