Guido scrive: Sabato 3 ottobre, Roma.
L’atmosfera è quella delle grandi occasioni, l’aria è frizzante, e Giulia ed io stiamo correndo felici con la mia vespa a stampare il migliaio di flyer necessari per promuovere il mondo di Net1 durante la manifestazione.
Ci incontriamo con Giorgio sotto l’arco di entrata in Piazza del popolo dalla parte di Piazzale Flaminio, ci abbracciamo e ci tuffiamo nell’immensa folla che si sta radunando nella piazza.
C’è il presidente di “Reporters sans frontiere” sul palco e lo sento dire: “questa è la più grande manifestazione per la libertà di stampa che abbia mai visto, non solo in Italia, ma in tutto il mondo”.
Bene, allora siamo nel posto giusto, e soprattutto abbiamo la netta sensazione che il momento di Net1 sia arrivato.
Concludiamo il primo attraversamento della piazza gremita fino all’inverosimile, e l’attenzione di chi fermiamo per parlare del progetto Net1news è notevole, la gente è curiosa.
Giulia ed io proseguiamo con la diffusione del verbo, mentre Giorgio si proietta nel backstage per sondare la sensibilità dei “piani alti”.
La giornata si svolge in un clima di entusiasmo, e questo perchè, come succede spesso in Italia, bisogna che si arrivi “alla frutta” (se non addirittura al dessert) prima che la gente inizi a manifestare il proprio scontento con coesione e forza.
Noi italiani siamo fatti così, aspettiamo sempre fino all’ultimo perchè dobbiamo essere sicuri che ne valga la pena; poi, quando ci convinciamo che ne vale veramente la pena….
A la metà pomeriggio sale Saviano sul palco: non pronuncia parole complicate o ragionamenti complessi, ma utilizza la più pura semplicità, che poi è l’arte dello scrittore, per spiegare con parole semplici concetti che ad altri richiederebbero un discorso lungo e articolato.
Bertrand Russel diceva che non bisogna aggiungere neanche una virgola a qualcosa che può essere spiegato con poche parole.
“Vorrei spendere due parole su quello che è successo a Messina, che è stato frutto, non della natura ovviamente, ma del cemento…”
Parole semplici, concetto chiaro.
“La libertà di stampa che vogliamo difendere è la serenità di lavorare, la possibilità di raccontare senza doversi aspettare ritorsioni”
“Le mafie ci hanno tolto l’uso di un termine fondamentale, l’onore; oggi, trovandoci qui abbiamo dimostrato che questo paese tiene al suo onore”
E conclude:
“Verità e potere non coincidono mai”
Posso dire che nelle sue parole ho riconosciuto i valori per cui bisogna lottare e che sono alla base del progetto Net1: trasparenza, lealtà, e verità dei fatti, non verità di potere.
Gli interventi si succedono sul palco mentre i nettuni continuano itineranti per la piazza a diffondere l’idea per un nuovo modo di fare informazione e nei giorni successivi avremmo visto che Net1 avrebbe conquistato più di qualcuno.
E' successo che Cristina, direttore di un piccolo giornale, con cui mi sono fermato a parlare per qualche minuto, mi ha contattato il giorno successivo per ribadirmi la sua stima al progetto e assicurandomi la diffusione del verbo di Net1.
Perchè credo che sia questa la fonte del vero cambiamento che attende il mondo dell’informazione: la collaborazione e il coordinamento tra i vari strati della società civile, e quindi poter creare un luogo dove chi cerca un’informazione completa possa trovare quella pluralità di punti di vista, necessari per il formarsi di una mente critica.
Il sole comincia a calare e la piazza piano piano allenta la morsa e si rilassa, felice di aver combattuto, unita, per ciò in cui tutti noi, nel profondo dei nostri cuori, crediamo fermamente:
verità vuol dire libertà, e, per dirla con Roberto, verità e potere non coincidono mai.
Guido De Togni
Roberto Saviano ha usato i termini giusti per illustrare ciò che avviene il più delle volte in tutto il mondo.Il potere è diventato un' mezzo di occultazione della verità (riperquotendosi inevitabilmente sulla giustizia). Mi avvalgo di una famosa frase del maestro Faber (Fabrizio De Andrè)per concludere questo commento "Non esistono poteri buoni"
RispondiEliminaIl web è con net1!!!
RispondiEliminaBello il tuo racconto, mi sembrava di essere li ad ascoltare e a vivere quegli intensi momenti a tu per tu con chi sa parlare alla gente. Ma in fondo è come se i Nettuni fossero stati tutti li di questo sono certa. Nettuno è una forza del web. Prima non ero Nessuno ora sono Nettuno! Grandi! Daniela
RispondiEliminaSono con te Guido.
RispondiEliminada Franco
Ho rivissuto quella giornata tra le righe del tuo racconto e mi sembra di respirare ancora quell'entusiasmo che ci ha accompagnati in quel caldo pomeriggio dell'ottobre romano. Caldo per il sole ma soprattutto per la gente che ci ha accolti e ascoltati con affetto, come intravedendo in noi quella voglia e quella speranza che sono alla base dei sogni e di tutti i grandi progetti. E colgo l'occasione per ringraziare tutte quelle persone che con un sorriso e il nostro bigliettino in tasca ora ci stanno seguendo. Grazie di cuore e continuate a credere in noi!
RispondiElimina